Castel del Monte – Il Tempio della Rosa

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Nel marzo del 2015, dopo un anno intero dedicato agli studi e approfondimenti sul castello, svolti sia nell'ambito dei lavori di Loggia che direttamente in loco, l'Associazione “Bensalem”, con il sostegno del GOI e del Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili di Puglia, ha pubblicato – un libro dal titolo “Castel del Monte. Il Tempio della Rosa”, che raccoglie l'impegno di ricerca di tutti i fratelli, sotto il coordinamento e la cura del fratello Attilio Castronuovo.

IL RICAVATO SARA' INTERAMENTE DEVOLUTO IN BENEFICENZA

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Castel del Monte – Il Tempio della Rosa
Dettagli su Castel del Monte - Il Tempio della Rosa

Nel marzo del 2015, dopo un anno intero dedicato agli studi e approfondimenti sul castello, svolti sia nell'ambito dei lavori di Loggia che direttamente in loco, l'Associazione “Bensalem”, con il sostegno del GOI e del Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili di Puglia, ha pubblicato – un libro dal titolo “Castel del Monte. Il Tempio della Rosa”, che raccoglie l'impegno di ricerca di tutti i fratelli, sotto il coordinamento e la cura del fratello Attilio Castronuovo.

IL RICAVATO SARA' INTERAMENTE DEVOLUTO IN BENEFICENZA

Ulteriori informazioni Castel del Monte - Il Tempio della Rosa

Il Castrum Sanctae Mariae (cosi si chiamava in origine il castello), visto con gli occhi di un massone, non appare come un semplice luogo di difesa e tanto meno di residenza, di benessere o di caccia, ma come un vero e proprio Tempio della Sapienza; un monumento di immenso valore simbolico ed iniziatico sorto per esaltare la figura imperiale, la centralità dell’uomo e la presenza viva del divino nell’universo. Tutto in questo edificio parla all’Anima dell’iniziato, a cominciare dalla forma perfettamente ottagonale, che rimanda, nel contempo, alla Corona imperiale di Svevia e alla Rosa a otto petali, simbolo dell’Intelletto d’Amore. La “divina proporzione” (rapporto di 1,618) è presente ovunque nel “tempio-castello”: dal fastoso portale d’ingresso, alla forma di ciascuna sala; dai portali interni del cortile, al rettangolo “aureo” che campeggia sulla parete occidentale del piano superiore. Non si tratta di un semplice canone estetico o di armonia formale: è la “firma di Dio” nell’universo; la testimonianza dell’esistenza di un “Logos” che lo anima e lo organizza come un “Grande Architetto”. Chiunque abbia fatto costruire questo edificio, apparentemente privo di qualsiasi utilità, ha inteso esaltare, allo stesso tempo, l’immanenza del divino nell’universo e la dignità dell’uomo come “misura di tutte le cose”, coscienza divina del cosmo, capace di elevarsi, senza necessità di intermediazioni, attraverso un infaticabile lavoro di perfezionamento interiore. In questo senso il “tempio-castello” fornisce davvero una sorta di “mappa architettonica” dell’itinerario dell’uomo verso la scoperta dell’Anima; quel “conosci te stesso”, che è alla base delle vie iniziatiche tradizionali. La Massoneria, fiera erede di queste tradizioni, vede dunque in Castel del Monte una preziosa testimonianza di quel pensiero innovativo, che – affermando per la prima volta la centralità e la sacralità dell’uomo e dell’universo – poneva le basi per la rivoluzione rinascimentale prima e quella illuminista poi, superando la sottomissione cieca dell’uomo ai dogmi e alle credenze. Nella società di oggi, dominata dall’aridità del materialismo e dal nuovo dogmatismo scientifico, c’è quanto mai bisogno di una riscoperta di un umanesimo basato sulla ricerca e il perfezionamento interiori, per aprirsi a quella Divina Sapienza che anche i “Fedeli d’Amore”, tra cui Dante, celebrarono con nomi di donna, per celare una dottrina che altrimenti sarebbe apparsa eretica. Federico II di Svevia a cui si attribuisce la costruzione di Castel del Monte, proteggeva alla sua corte questa comunità di “poeti iniziati”, e con ogni probabilità, ne faceva parte anche egli stesso, come testimoniano le bellissime “poesie alla Rosa” a lui attribuite, ma soprattutto quella spettacolare “Rosa in pietra”, che è stata adagiata volutamente su un’alta collina della Murgia pugliese, come immortale faro di civiltà. La Massoneria, continuatrice e custode di questi valori, intende preservarli e diffonderli sia perseguendo incessantemente la via iniziatica tradizionale per il perfezionamento interiore all'interno del Tempio, sia diffondendo nel mondo la Conoscenza sacra e i valori che l'hanno fatta grande nei secoli.